It's the end of economics (as we know it)

La fine dell'economia (per come la conosciamo): a Torino esperti da tutto il mondo a confronto sul futuro della disciplina

Un incontro internazionale sull’identità e sul ruolo dell’economia nell’era della specializzazione, della crisi teorica e dell’interdisciplinarietà
 
Otto (Unito), 20 Maggio 2025 (direct link)
 

Per la prima volta si terrà a Torino, dal 22 al 24 maggio 2025, la 28ª Conferenza annuale della European Society for the History of Economic Thought (ESHET) intitolata “It’s the end of economics (as we know it)”. L’evento, patrocinato dall'Università di Torino, si svolgerà al Campus Luigi Einaudi. L’incontro offrirà una riflessione sul cambiamento di status della disciplina economica, attraverso la lente della storia del pensiero economico, in un’epoca segnata da crescente frammentazione, specializzazione sempre più accentuata nella ricerca e una ridefinizione del rapporto tra teoria e applicazioni. 

Sono oltre 300 le proposte di intervento presentate da studiosi e studiose provenienti da tutto il mondo, incentrate su temi relativi alla storia del pensiero economico e ai metodi dell’economia. A intervenire come keynote speaker sarà Ilene Grabel (University of Denver, Josef Korbel School of International Studies), mentre Tony Aspromourgos (University of Sydney) terrà la Honorary Member Lecture. La Blanqui Lecture sarà affidata a Glory Liu (SNF Agora Institute at Johns Hopkins University).

La conferenza è promossa dal Dipartimento di Economia e Statistica “Cognetti de Martiis” e dalla Fondazione Luigi Einaudi di Torino, con la collaborazione del Dipartimento di Scienze economico-sociali e matematico-statistiche e del Dottorato in Global History of Empires dell’Università di Torino. Supportano inoltre l’evento la Young Scholars Initiative (YSI) e la International Network for Economic Method (INEM), insieme ad altre società scientifiche che co-organizzano numerose sessioni tematiche.

“Le trasformazioni dell’economia contemporanea riportano storiche e storici del pensiero economico a interrogarsi sul presente, mostrando l’urgenza e l’attualità dell’approccio storico-metodologico”, sottolinea Mario Cedrini, docente del Dipartimento di Economia e Statistica e membro del comitato organizzatore locale, composto da docenti delle Università di Torino, Roma Tre e del Molise.

In un momento storico in cui l’economia sembra cercare nuove direzioni, la conferenza di Torino rappresenta un’occasione unica per discutere la possibile svolta pluralista della disciplina, in dialogo con le altre scienze sociali. Un appuntamento che si preannuncia fondamentale per ridefinire il futuro dell’economia a partire dalla sua storia.

(Uomini e profeti, 8 giugno 2025)

Ripensare l'economia

Una economia mistica con Gabriele Guzzi. Seguendo la lezione di Claudio Napoleoni, si indaga la possibilità che il pensiero economico intrattenga un nuovo e inedito rapporto con una dimensione altra rispetto al suo sapere tecnico e scientifico, e se da questa relazione, che potrebbe essere chiamata mistica, possa sorgere oggi una nuova riflessione economica. Si tratta di immaginare un possibile cambiamento radicale per affrontare la grandi sfide di questo momento storico. Gabriele Guzzi ne parla con: Mario Cedrini, professore ordinario di economia politica all'Università di Torino; Valentina Erasmo, ricercatrice nella facoltà di economia a Torino, che partecipa al movimento informale e internazionale Economy of Francesco, composto da economisti, imprenditori, attivisti, promotori di economia sostenibile under 35; Giulia Gioeli, dottore di ricerca in Scienze dell'economia civile.

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The Changing face of Economics

On the occasion of the 28th annual conference of the European Society for the History of Economic Thought (ESHET), we present a curated collection of articles published in the European Journal of the History of Economic Thought (EJHET) on the theme of the conference: It’s the end of economics as we know it!

In the middle of the twentieth century, abstract theorizing was the most prestigious endeavour for academic economists. Since the 1970s, empirical work is on the ascendency. At the same time, economic research has fragmented into various fields. While fields often share a theoretical core of neoclassical economics, specialists rarely venture into more than two fields, leaving few with a comprehensive vision of the evolution of the discipline. Economists have also applied their toolbox to new complex problems, pushing the discipline’s boundaries and borrowing from other sciences, notably from psychology. Some interdisciplinary encounters re-opened the door to pluralism.

Historians of economics have studied the empirical turn in the discipline. For instance, the rise of experimental economics and the increasing sophistication of econometrics. The have charted the evolution of applied fields such as labour, international, environmental, behavioural, and public economics. They have also been paying increasing attention to topical issues such as sustainability and gender.

In this age of fracture, historians of economic thought with their ‘big picture’ understanding of the discipline and its evolution are perhaps the last generalists. Certainly, their eagerness for ideas translates into a deep respect for theory and a capacity to act as knowledge brokers. As this collection testifies, EJHET has been at the forefront of this conversation.